il corpo scritto del mare

Chi naviga viaggia, chi viaggia passa, chi passa parla, chi parla cerca, chi cerca trova, chi trova scrive, chi scrive trova un corpo.

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// Viaggio nello Stretto 2018 // Alfonso Femia e Giorgio Tartaro in viaggio sullo Stretto con 10 persone, dai Mediterranei Invisibili

Lo Stretto è troppo carico di peso simbolico per essere delle sole comunità insediate, è troppo carico di bellezza per essere un incidente, è troppo solcato per essere una cartolina, è troppo variabile per essere un taglio. È troppo inquieto per essere metafisico.

E’ l’attraversamento da un punto di un triangolo a un punto di una linea che corre per tutto uno stivale a forma di Italia. Questo Stretto si attraversa con navi, scafi, zattere e tutto il vintage della navigazione; si attraversa alla meno peggio senza troppa modernità, si attraversa nel pensiero di una andata e un ritorno, senza quel Ponte che appare e scompare e che attende solo lo sfondamento della frontiera dell’Ologramma.

Le navi che ancora si vedono sono opposte alla paura di restare da una delle due parti dello Stretto e marciano anche all’indietro delle loro motrici portando l’incontro delle tante parole

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