Il Pilone senza Testa

Pilo 2

Cara signora M.

Questa cartolina che Le invio ritrae il vecchio elettrodotto Enel, il cosiddetto Pilone: landmark incontrastato dello Stretto di Messina. La foto del 1953 mostra Il traliccio, già in piedi ma incompiuto. L’intreccio metallico inghiottito dal cielo è un collo allungato senza la testa, muto e senza braccia. La visione del Pilone incompiuto esprime il divenire dell’atto costruttivo ma anche la possibilità immaginifica di un suo impopolare smontaggio. Da un quaderno informativo della SocietàGenerale Elettrica della Sicilia, le trascrivo qui alcune righe dal tono progressivo e magniloquente, nel traliccio ognuno dei quattro montanti di base lungo 40 m. è stato posto in opera conuna sola manovra; (…) fino alla posizione definitiva nellaquale il piede è stato imbullonato alla fondazione. Intorno a questi montanti, incastrati come giavellotti, sono state costruite le gambe fino a completare il tronco di base. Da questo si è proceduto con il sistema del falcone sospeso,completando il tronco fino alla sommità”. Osservi l’incalzante linguaggio tecnico dello scritto ma anche la mia repentina interruzione: la trascrizione è fermata lì dove l’istante fotografico ha fissato il montaggio senza le ali laterali. Il Pilone, con il priapismo metallico dei suoi 224 m. si aggiunse al paesaggio in un’epoca assertiva della tecnica, restando fino 1993 l’unico attraversamento stabile dello stretto. La foto del Pilone senza le ali inferiori e superiori è un corpo monco, incapace di assolvere all’utilitas originaria che con braccia forti portava i quattro conduttori dalla Sicilia al continente in una campata di 3646 m. Verniciato da coraggiosi e invisibili manutentori il traliccio muto è sempre eretto ma impotente. In questo lampo fotografico l’oggetto ci appare in un cortocircuito temporale dove inizio e fine costruzione coincidono. Mi tornano in mente delle parole di Gio Ponti del 1957: per molte costruzioni moderne fatte di materiali “incorruttibili” se il tempo vince non ce le restituisce come ruderi ma soltanto come rottami.

La prego di accogliere benevolmente questa cartolina insieme ai miei sempre amichevoli

D’istanti saluti

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