a fondamento

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A ogni passaggio veloce in macchina guardavo e pensavo cosa generasse quella materia, le pietre ordinate e la roccia spaccata si sovrapponevano. Si confondevano il tempo e il risultato.

Il muro era il derivato della roccia o la roccia l’astrazione del discorso ordinato dalle pietre? Muro sottotitolo dell’energia della roccia o forse la roccia la tesi provata della verità di tutte quelle pietre tagliate e murate?

La trasformazione di una roccia richiede tanto rumore, botte da orbi, schegge , esplosioni, fratture, mazze, picconi, violenza e forza di braccia. La costruzione di un muro richiede: preparazione, fatica , esattezza, pulizia. Guardare la stessa materia in due stadi è come affidarsi a un dizionario enciclopedico, si trovano le ragioni della natura e quelle dell’artificio: tutto ha una spiegazione. Vedere la materia di corsa, con lo sguardo mosso dalla velocità, è una prova del pensiero, del vedere e del suo legame con l’idea. Una specie di misurata felicità.

Farsi un’idea del mondo attraverso una comparazione non è una presunzione ma una specie di riduzione ai minimi termini di tanti discorsi . Corro via dicendo che tutta la materia deriva da un ordine o forse anche da un altro ordine.